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L'unica lista civica di Sansepolcro, diffidate dalle imitazioni!
Seduta del consiglio comunale per il Bilancio. Dei 12 consiglieri di maggioranza presenti solo il presidente del consiglio Buono e i consiglieri di Viva Sansepolcro Laura Cascianini e Mauro Graziotti (nella foto di Emanuele Calchetti). Il resto della maggioranza dovrebbe avere il coraggio, oggi, di chiedere SCUSA alla Città per questo comportamento irresponsabile. ---------------- Lista Civica Viva Sansepolcro - Gruppo Consiliare Viva Sansepolcro
Mauro Graziotti Laura Cascianini Sansepolcro, 29 marzo 2008 Il progetto “videosorveglianza” continua a far discutere. Martedì 18 marzo prossimo sarà infatti votata in consiglio comunale, la mozione presentata dal capogruppo di rifondazione comunista, Guido Guerrini che chiede “di rinviare di almeno un anno la realizzazione del progetto video sorveglianza predisponendo tutti gli atti per recuperare la somma stanziata nel 2007 affinché torni nella disponibilità dell’amministrazione comunale”. Ferdinando Mancini - Assessore alle Attività produttive, Turismo e Polizia municipale - intende far chiarezza, a difesa di quello che è, a suo dire, un progetto importante, volto ad offrire agli operatori pubblici e all’utente finale degli strumenti al passo con i tempi. La natura del progetto - Il progetto meglio definito, dice Mancini come “rete civica telematica a banda larga, e monitoraggio del territorio” è stato affidato al Dipartimento d’informatica dell’Università di Perugia, e “si basa sulla creazione di una infrastruttura digitale che consentirà di offrire servizi e strumenti del tutto innovativi, sia per il cittadino che per gli operatori della pubblica amministrazione”. Mancini ne illustra qualche esempio: pannelli informativi digitali, hot spot wifi e sensori, connettività internet di edifici pubblici e controllo a distanza di impianti semaforici (per quanto riguarda la rete civica telematica), e l’utilizzo diffuso di video camere (per quanto riguarda il monitoraggio del territorio). Obiettivi - Gli scopi del progetto sono principalmente: il monitoraggio del traffico con strade più sicure, meno incidenti e meno inquinamento, il monitoraggio del patrimonio artistico e architettonico per la tutela e la conservazione del patrimonio locale, ed il monitoraggio delle scuole e delle cosiddette “aree sensibili” a difesa delle categorie più deboli, specie bambini ed anziani. I costi - “Il progetto - afferma Mancini - è interamente finanziato con gli introiti delle contravvenzioni, che come previsto dalla legge, debbono essere investiti in iniziative di miglioramento del traffico e della viabilità”. “Dal progetto - prosegue - ci attendiamo una cospicua diminuzione dei costi, un maggiore e più efficiente impiego del personale di sede, una presenza più incisiva ed un maggiore controllo sul nostro territorio”. Utilizzo delle registrazioni - “Tutte le immagini - assicura l’assessore - saranno utilizzate e trattate nel rispetto della legge, ed eliminate dopo 24 ore dalla loro registrazione”. L’amministrazione comunale può, come già attivato da altri comuni che hanno istallato simili strumenti di video sorveglianza, permettere l’utilizzo delle registrazioni medesime anche da parte delle altre forze dell’ordine, assicurando in tal modo una copertura totale del territorio per tutto l’arco della giornata. Le critiche - “Oggi purtroppo vedo molto ostracismo e critiche serrate al progetto da parte delle forze di opposizione” afferma in tono amaro l’assessore “il progetto è stato a volte accusato di essere una grave limitazione alla libertà personale“. Mancini porta come valido esempio i comuni del comprensorio (Anghiari, San Giovanni Valdarno ed Arezzo) che stanno ampliando o che sono in procinto di ampliare il progetto “video sorveglianza” restando, nella sostanza dei fatti, fermo sulla sua posizione, e auspicandosi anzi che il progetto vada avanti perché sostiene “è una valida forma di prevenzione contro reati di qualsiasi natura, da tempo ormai tristemente noti anche a Sansepolcro”. Monia Mariani Lo Stato arricchisce i partiti - Il trucco? Basta ottenere l'1% dei voti Il 31 luglio saranno erogati 200 milioni, e 74 liste si spartiranno 425 milioni Nuotano in questo marasma, aspirando alla conquista dell’1% che darebbe il via libera al rimborso, il Partito Comunista dei Lavoratori di Marco Ferrando, Il rimborso si calcola a un euro ogni avente diritto al voto (nel 2006, per esempio, erano 49 milioni e 723 mila 416). Detta cifra è da moltiplicare per cinque anni e da assegnare sia alla Camera sia al Senato. Totale: 425 milioni all’anno da qui al 2013. Una cifra enorme, che coprirà ampiamente (molto ampiamente) le spese sostenute per la campagna elettorale. Già, perchè i costi dichiarati dalle cinque principali formazioni politiche (Pd, Pdl, Lega, Sinistra Arcobaleno e Udc), secondo le dichiarazioni della vigilia, si aggirano intorno agli 80 milioni di euro. Spiccioli se paragonati ai rimborsi. Qualche esempio più nel dettaglio? Il Pd di Veltroni conta di spendere in totale 18 milioni di euro e per finanziare la campagna sono ricorsi, per lo più, alle cene elettorali. Ad ogni candidato, tuttavia, il Pd ha chiesto di sborsare una cifra conpresa tra i 40 e i 60 mila euro. Più alto il budget stanziato dal Pdl, che conta di spendere intorno ai 30 milioni di euro. Da questa cifra va esclusa CIFRE irrisorie se paragonate a quelle che pioveranno attraverso i rimborsi che, come si è detto, sarà pagata in cinque rate annuali, la prima pari al 40% del totale. E come se non bastasse, grazie a una decisione presa in Parlamento nel 2006, i partiti continueranno a incassare anche gli arretrati, cioè le rate mancanti della legislatura precedente, nonostante questa si sia conclusa in anticipo. Sul piatto della bilancia arrivano così altri 225 milioni di euro, che si sommeranno ai 425 milioni stanziati per i nuovi rimborsi. Sono dunque 650 i milioni che entreranno nelle casse dei partiti nei prossimi cinque anni di legislatura. Senza contare gli altri rimborsi previsti per le elezioni europee, che si svolgeranno nel 2009. E sono altri soldi. Sempre nostri, ovviamente. (da: Quotidiano.net) ------------------------------------------- Un prodotto di Mani Pulite fu il successo enorme del Referendum del 1993 sull’abolizione del finanziamento pubblico dei Partiti. Doveva essere la svolta copernicana, la fine della “Repubblica dei Partiti”, il primo passo quella cosiddetta “Seconda Repubblica” o più utopicamente verso la “Repubblica dei Cittadini”. Quel voto, pure massiccio, è stato aggirato col sistema dei “rimborsi elettorali” e TUTTI i Partiti sono responsabili del tradimento di quel voto popolare. Volete i dati? Nel 2006 l’ammontare dei rimborsi ha raggiunto i 200.819.044 euro. Dividendo per il numero dei cittadini votanti, se la Politica nel 1993 costava 1,10 euro a testa oggi costa 10,00 euro!!! Nonostante ciò TUTTI i Partiti italiani al 31/12/2005 risultano essere indebitati. I DS hanno 179 milioni di euro di debito, Forza Italia 113 (fonti: Corriere della Sera e Sole24Ore). di Mirco Giubilei, dal Difensore Civico del 19 Luglio 2007)
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