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L'unica lista civica di Sansepolcro, diffidate dalle imitazioni!
Se hai difficolta' a capire l'attuale situazione finanziaria mondiale la storia che segue potrebbe aiutarti.
Una volta, in un villaggio in India, un uomo annuncio' ai contadini che voleva comprare delle scimmie per 10$ I contadini, vedendo che c'erano molte scimmie in giro, uscirono nella foresta ed iniziarono a catturarle. L'uomo ne compro' migliaia a 10$, ma, quando la disponibilita' di scimmie comincio' a diminuire i contadini cessarono i loro sforzi. L'uomo annuncio' che ora le avrebbe comprate a 20$ Cio' rinnovo' gli sforzi dei contadini che ripresero a catturare scimmie Presto il rifornimento diminui' progressivamente e gli abitanti del villaggio cominciarono a tornare alle loro fattorie. L'offerta sali' a 25$ ma la disponibilita' di scimmie divenne cosi' piccola che era una fatica vedere una scimmia, per non parlare di prenderla. L'uomo annuncio' che ora voleva comprare le scimmie a 50$ tuttavia, dovendo andare in citta ' per alcuni affari, il suo assistente avrebbe fatto da compratore a suo beneficio. In assenza dell'uomo, l'assistente disse ai contadini: "guardate tutte queste scimmie in questa grande gabbia dove l'uomo le ha radunate" ora voglio vendervele a 35$ e, quando tornera' dalla citta gliele rivenderete a 50$. I contadini misero insieme tutti i loro risparmi e comprarono tutte le scimmie. Poi non videro piu' ne' l'uomo ne' il suo assistente, solo scimmie, dappertutto. di Stefano Thiella, da Grillitiberini.it Dopo la lunga vicenda Buitoni e l’incendio di Santa Fiora: quali prospettive per la città e il suo territorio? Lettera aperta del Sindaco di Sansepolcro “Un momento cruciale questo di inizio Agosto per Sansepolcro e l’Alta Valle del Tevere! Superata abbondantemente la metà dell’anno, nel cuore di un’estate non proprio serena e vacanziera per il fiato soffocato della nostra economia, si possono, si devono tirare i conti della situazione, sopratutto per fare considerazioni e progetti sulle prospettive future della città e del suo territorio. Per l’appunto siamo giunti a questo momento con varie preoccupazioni riguardo al cammino della Buitoni e, conseguentemente, di molte realtà del mondo del lavoro e dell’impresa, ma anche purtroppo segnati nell’animo da un fatto doloroso come quello dell’incendio che ha aggredito la Donati Legnami nella notte tra il 30 e il 31 di Luglio diventando il segnale di quei momenti che sono il simbolo di tutte le difficoltà di un periodo. E dire che, durante la terza giornata di presentazione del nuovo Piano Strutturale ai tecnici e alla città, nella Sala del Consiglio si era discusso pubblicamente dell’impegno dell’Amministrazione comunale di realizzare al più presto nell’area industriale di Santa Fiora alcuni depositi in grado di fornire quantità necessarie di acqua per il servizio antincendio! E, poiché Donati Legnami continuerà ad operare, come hanno fieramente affermato i proprietari, e senza che sia scelta la facile via dei licenziamenti, la città dovrà trarre esempio da questo triste e altamente simbolico episodio per trovare nuove e più ricche forze di progettazione e di imprenditorialità. Come potrebbe accadere tutto ciò se non attraverso un appello all’amministrazione pubblica, alla città di Sansepolcro, al suo territorio e alle realtà civili, di impresa che sono unite dal Tevere, che sono l’anima, l’intelligenza e la forza di questa zona ricca di inventiva e di coraggio, di metodo imprenditoriale, capace di “fare sistema”, come si dice oggi? Tutto ciò potrà realizzarsi se ci sarà una consapevolezza nuova che nasca dal mondo dell’impresa nei suoi significati più ampi, molteplici e innovativi, dalla sua forza e dalla sua tradizione migliore, dal mondo della scuola e della formazione, da quello della programmazione politica e amministrativa. È chiaro che in tutto questo occorrerà una particolare capacità e coraggio di rinnovamento, a cominciare dalle decisive direttive e sollecitazioni, dai sostegni essenziali che si dovranno e si potranno dare alla imprenditorialità storica, segnata dalle sorti della Buitoni e purtroppo segnata dalle negatività delle economie e dei mercati internazionali, che anche qui, attorno al Tevere, si sono fatte e continuano a farsi sentire, nonostante la tenace e coraggiosa resistenza di una esemplare rete artigianale e nonostante la straordinaria forza e il prestigio di numerose importanti aziende storiche locali. In conseguenza di queste “presenze” imprenditoriali, della loro politica di contenimento della crisi e di resistenza alle avversità del momento per realizzare nuove aperture al risanamento e preparare una ripresa economica, dovremo operare tutti assieme, senza pregiudizi o condizionamenti di parte realizzando una nuova politica delle infrastrutture e delle comunicazioni, una politica dei servizi, che vuol dire soprattutto strade e comunicazioni ferroviarie per liberare dall’isolamento l’Alta Valle del Tevere . Intanto si dovranno nell’immediato studiare e favorire le ricerche di altre strade, senz’altro più accessibili, libere e creative, quelle delle imprese familiari, ad esempio, linfa vitale di un’economia nuova perché espressione di una progettualità sempre più vitale per le garanzie che le darebbe l’impegno di una famiglia. Le imprese di questo tipo dovranno essere trascinate da una grande forza e da un coraggio non comuni, oltre che da uno spirito programmatico che sappia spaziare in campi e orizzonti nuovi, sollecitati dalla scelta di una preparazione innovatrice e incisiva come quella che viene da scuole professionali. Queste scuole, come ci dimostrano numerose esperienze sempre più frequenti di questi ultimi anni, possono aprire le strade più diverse: dallo stilismo di moda alla tessitura, da professionalità alberghiere e turistiche a quelle artigiane le più qualificate in questo territorio di grandi tradizioni (intagliatori del legno, restauratori e creatori di mobili in stile, scuole di trina e merletto, lavorazione di metalli, ceramisti, artigiani del ferro battuto). Tutto ciò per aprire entro tempi brevi la strada a giovani che siano desiderosi di entrare al più presto nel mondo del lavoro. Qui non ci sarà bisogno di inventare ad ogni costo, ma di fare piuttosto affidamento sicuro su una ricca tradizione di attività da riscoprire, le quali, secondo i rilievi che si traggono dagli studi di mercato e di impresa, sono aperte ad ampie possibilità, soprattutto in un territorio come questo dell’Alta Valle del Tevere, che sembra particolarmente adatto a proposte di nicchia per la sua collocazione e per una straordinaria elezione artigianale e culturale. Artigianato, turismo ed ecoturismo, appunto, impegni da affidare sempre di più a una imprenditorialità nuova, come potrebbe essere quella delle aziende familiari, cioè di realtà fortemente radicate per loro natura nel territorio. Una città come Sansepolcro, un territorio come quello dell’Alta Valle del Tevere devono diventare le mète di turisti alla ricerca di un “nuovo classico”, un nuovo garantito dalla bellezza e dalla verginità di tutta una zona montana, collinare e di pianura, di un territorio oltre tutto impreziosito dalla presenza di testimonianze artistiche della più alta qualità, da tracce delle più famose tradizioni religiose e di fede. E Sansepolcro dovrebbe mettersi nella condizione di offrire anche servizi nuovi e agevoli da realizzare e da collegare con questo tipo di turismo, da sostenere con strumenti e accorgimenti adeguati a ogni novità. E il finanziamento per tutte queste attività? Ecco, appunto, il supporto di banche e istituti di credito, a cui chiedere una politica, un metodo nuovo di finanziamento, magari in collaborazione con le amministrazioni locali. Occorrerà dunque rafforzare la politica dell’apertura dei crediti e della concessione di finanziamenti ai nuovi imprenditori secondo la filosofia del microcredito d’impresa a tassi veramente sostenibili: facilitazioni da destinare soprattutto a giovani imprenditori. Per realizzare tutto ciò sarà necessario che molte istituzioni ed energie della città e del territorio si mettano assieme e comincino a progettare in rapporti associati o consorziati, con la disciplina programmatica e il coordinamento di una istituzione pubblica, di un Consiglio di amministrazione consortile a cui dare vita al più presto, che dovrebbe nascere subito per sollecitazione del Comune di Sansepolcro e degli altri Comuni. Di qui anche la creazione di uno “Sportello aperto” a disposizione soprattutto di quei giovani che vorranno “fare impresa” e che si dimostrino capaci di presentare e di realizzare progetti interessanti nella sicura prospettiva di una unità programmatica, nella progettazione delle attività che darà certamente forza e convinta determinazione a tutti gli interessati. Ora le pubbliche amministrazioni (innanzi tutto quella di Sansepolcro), la Provincia, la Regione, la Camera di Commercio, le organizzazioni artigianali, commerciali e di impresa, sono chiamate, come ognuno di noi cittadini, a entrare in una competizione che potrebbe aprire orizzonti nuovi per questa città e per le città altotiberine e i loro territori”. Sansepolcro, L'Assessore alle Attività Produttive Ferdinando Mancini ai microfoni di TRG aggiorna sulla proposta di Viva Sansepolcro, il management buyout per Buitoni. Qualcosa si sta muovendo...nel frattempo la proposta della Lista Civica è stata accolta e fatta propria dall'Amministrazione Comunale. Ora tocca alla Regione raccogliere il duro lavoro svolto e non vanificarlo. Come ai tempi della lotta sulle case popolari a Santa Chiara abbiamo continuato a lottare quando tutto sembrava perduto, con la caparbietà (ma diciamo pure la testardaggine) di sempre. Ora le Regioni Toscana e Umbria non devono abbandonare i lavoratori.
Cos'è il Management Buyout? Da Wikipedia: Il management buyout, noto com l'acronimo MBO, è una operazione di acquisizione di azienda da parte di un gruppo di manager interni all'azienda che assumono la figura di manager/imprenditori. Il gruppo di manager acquirenti vengono generalmente affiancati da un financial sponsor, tradizionalmente un fondo di private equity, che fornisce gran parte delle risorse finanziarie per l'operazione. (link: http://it.wikipedia.org/wiki/Management_buyout)
Il private equity è un'attività finanziaria mediante la quale un investitore istituzionale rileva quote di una società sia acquisendo le azioni, che apportando nuovi capitali all'interno di una società (target). Generalmente le società target non sono quotate in borsa, e presentano un'elevata capacità di generare flussi di cassa costanti e altamente prevedibili, ovvero importanti tassi di crescita potenziale. L'investitore si propone di disinvestire nel medio-lungo termine realizzando una plusvalenza dalla vendita della partecipazione azionaria. DIFESA DEL MARCHIO E SE NECESSARIO UNA SOCIETA’ COOPERATIVA Ci uniamo alla solidarietà collettiva della Città nei confronti dei lavoratori dello stabilimento Buitoni, ma vogliamo soprattutto riflettere e proporre un futuro possibile, concreto, pulito per questa Azienda storica di Sansepolcro. Si parla di futuro della Buitoni, ma deve essere ben chiaro che –al momento attuale- chiunque acquisterà lo stabilimento non sarà proprietario del marchio, che rimarrà alla Nestlé. L’acquirente infatti produrrà per conto terzi pasta Buitoni, con il rischio nel giro di cinque-dieci anni, di vedere la cancellazione del marchio Buitoni dal nostro territorio. Questo non possiamo permetterlo! Da 180 anni Buitoni è sinonimo di qualità, ma è soprattutto uno straordinario biglietto da visita in tutto il Mondo per la Valtiberina. Al momento l’unica azienda in grado di mantenere tali standard è Nestlé, che tuttavia sta chiaramente perseguendo una politica di disimpegno nei confronti di un territorio cui pure deve tantissimo. E’ stato infatti il marchio Buitoni (“da Sansepolcro in tutto il Mondo”), col suo prestigio, ad aprire a Nestlé le porte di mercati importanti e redditizi. Come recitava uno dei tanti manifesti apparsi in Città nei giorni scorsi “Nestlé prima ci ha allattato e ora ci abbandona”. E’ un po’ la stessa strada che la Nestlé ha seguito con l’azienda “Bimbo” in Spagna, ceduta a terzi. L’azienda è fallita! Attenzione dunque... Noi vogliamo che il marchio Buitoni resti fortemente legato alla Valtiberina Per questa ragione se la Nestlè vuole disimpegnarsi, ceda anche il marchio. Solo così, chiunque dovesse essere l’acquirente, possiamo sperare in un futuro. Quest’obiettivo può essere raggiunto, ma serve che tutte le istituzioni, le forze politiche e imprenditoriali facciano sentire la loro voce in casa Nestlè. Esiste inoltre un’ipotesi concreta per mantenere il “mestiere” a Sansepolcro in maniera diretta con tutti i benefici e le garanzie offerte dal movimento cooperativo (finanziamenti, sgravi fiscali, contributi agevolati) ed è quella di costituire una società cooperativa per la produzione della pasta, che rilevi il marchio Buitoni, con o senza Nestlé. Un percorso possibile, se raccoglie il consenso oltre che dei lavoratori, di tutte le forze sociali e istituzionali: OO.SS. Movimento Cooperativo, Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane a un impegno diretto, anche economico, nella costituzione della società
Non stiamo parlando di vaghi sogni, ma di una possibilità concreta. Due anni fa abbiamo assistito in Veneto a un caso analogo, con lo storico stabilimento della Birra Pedavena che, diventato di proprietà dell’Heineken nel 1974, aveva visto nel 2004 il disimpegno della multinazionale. (Esattamente quello che sta facendo Nestlé con Buitoni a Sansepolcro). I lavoratori attuarono una grande mobilitazione con il coinvolgimento delle istituzioni locali, di un parlamentare europeo e del grande potere mediatico dei nuovi strumenti d’informazione (tantissimi blog si sono mobilitati, a partire da quello più letto in Italia) che portarono tra l’altro a una petizione di 27.000 firme tra quelle raccolte su carta e quelle in Rete. Nel gennaio del 2006 lo stabilimento ha riaperto i battenti sotto una nuova proprietà, mantenendo un marchio storico e assicurando la partecipazione dei lavoratori alle scelte. Se loro ce l’hanno fatta, noi abbiamo il dovere COME MINIMO di provare! La Lista Civica lancia la proposta e non ha nessuna remora a ribadire che è pronta a portare le legittime rivendicazioni della nostra terra fino ai dirigenti di Nestlé in Svizzera, fino al presidente Paul Bulke. Vorremmo che il nostro Sindaco guidasse dunque una delegazione per andare nelle sedi in cui si decide davvero il futuro di Buitoni, sedi che ormai da tanti anni non sono più in territorio italiano.
Lista Civica VIVA SANSEPOLCRO – 28 Maggio 2008
Immagini dal corteo organizzato stamattina dalle RSU Buitoni insieme al Comune di Sansepolcro e alla Comunitò Montana Valtiberina Toscana. La Lista Civica resta vicina ai lavoratori dello stabilimento di Sansepolcro, nella continua ricerca di soluzioni che possano garantire il miglior futuro migliore, pur con le grandi difficoltà che ognuno può ben immaginare.
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